Ultima lezione, e una domanda rimasta aperta per nove lezioni: chi decide le regole? Chi stabilisce che l’ammortamento si spalma, che il ricavo nasce alla consegna, che il bilancio ha quella forma? Risposta: i principi contabili — il regolamento del gioco che hai imparato a giocare. E come in ogni sport serio, esiste un campionato nazionale e uno internazionale.
Perché servono regole uguali per tutti
Immagina di confrontare due aziende che calcolano l’utile ciascuna a modo suo: impossibile. I principi contabili esistono perché i bilanci siano confrontabili e chi li legge — banche, fornitori, investitori, tu — sia protetto da creatività unilaterali. Ogni regola vista in questo corso viene da lì.
Il campionato italiano: Codice Civile e principi OIC
Per la stragrande maggioranza delle imprese italiane — dal centro estetico di Sofia alla media azienda — le regole stanno nel Codice Civile, interpretato e dettagliato dai principi dell’OIC, l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC 16 per le immobilizzazioni, OIC 13 per il magazzino, e così via). La filosofia di fondo è la prudenza: nel dubbio, meglio sottostimare che gonfiare — i beni restano al costo storico, gli utili si scrivono solo quando sono certi, le perdite appena sono probabili. È un sistema pensato per proteggere i creditori: chi presta soldi all’azienda deve potersi fidare che il bilancio non sia ottimista.
Il campionato internazionale: IAS/IFRS
Le società quotate in borsa europee (più banche e assicurazioni) giocano invece con le regole internazionali: gli IAS/IFRS, obbligatori nell’Unione dal 2005. Filosofia diversa: servire l’investitore, che vuole sapere quanto valgono le cose oggi — da cui il ricorso al fair value, il valore corrente di mercato, dove i principi italiani terrebbero il vecchio costo. Stesso identico centro, due bilanci diversi a seconda del campionato: nessuno dei due è «falso», rispondono a domande diverse. Quando confronti aziende, la prima cosa da controllare è con quali regole giocano.
Le regole non sono il gioco
Chiudo con l’avvertenza che vale tutto il corso. I principi cambiano — gli OIC sono stati riformati nel 2016, gli IFRS si aggiornano di continuo — e i dettagli normativi sono il mestiere di commercialisti e revisori, non tuo e nemmeno di questo corso. Quello che non cambia è ciò che hai imparato: la fotografia e il film, la competenza, le due facce di ogni operazione. Pacioli li descriveva nel 1494 e reggono ancora. Le regole sono il regolamento; questo è il gioco. E adesso lo conosci.
E adesso?
Hai finito le basi: sai cos’è un bilancio, come nasce e come si legge senza farsi ingannare. Il Modulo 2 — ABC Avanzato riparte esattamente da qui: il rendiconto finanziario (il documento che insegue i soldi veri), magazzino, leasing, imposte, gruppi — fino alla lezione sulla contabilità creativa, dove i cinque controlli della lezione 9 diventano un manuale di autodifesa. Ci vediamo lì.
In sintesi
- I principi contabili sono il regolamento comune che rende i bilanci confrontabili e affidabili.
- Imprese italiane «normali»: Codice Civile + OIC, filosofia della prudenza, a tutela dei creditori.
- Quotate (e banche): IAS/IFRS dal 2005, filosofia del fair value, a servizio degli investitori.
- Le regole cambiano; i concetti del corso no: valgono dal 1494 e valgono per entrambi i campionati.
Mettiti alla prova
Quattro domande pescate a caso dalle dieci di questa lezione. Quattro giuste: medaglia d’oro. Zero: medaglia di legno (esiste, e fa riflettere).