Se la parola «contabilità» ti fa venire in mente faldoni polverosi e persone in grigio che timbrano fogli, tranquillo: è l’idea che ne hanno quasi tutti. Ed è sbagliata.
La contabilità serve a rispondere a due domande. Due domande che ti fai già ogni mese, anche se non le chiami così:
Quanto possiedo? E quanto ho guadagnato?
«Ma è la stessa domanda», starai pensando. No, e capire perché non lo è vale metà di questo corso.
Le due domande non sono la stessa domanda
Facciamo un esempio con i tuoi soldi, non con quelli di un’azienda. Supponiamo che sul conto tu abbia 10.000 € e che questo mese tu abbia guadagnato 1.500 € ma speso 1.700 €.
Come stai andando? Dipende da quale domanda fai. Quanto possiedi? 9.800 €: sei ancora ricco della tua piccola riserva. Quanto hai guadagnato questo mese? Meno 200 €: sei in perdita, e se ogni mese va così, tra quattro anni la riserva è finita.
Stessa persona, stesso mese, due risposte diverse. Una misura quello che hai, l’altra misura come sta andando. Possono perfino muoversi in direzioni opposte: puoi essere ricco e in perdita, oppure squattrinato ma con un lavoro che ingrana.
La fotografia e il film
La contabilità risolve il problema tenendo separate le due domande, con due strumenti diversi:
📷 La fotografia
Quanto possiedo in questo istante? È uno scatto fatto in un giorno preciso, di solito il 31 dicembre. Si chiama stato patrimoniale (lo vediamo nella lezione 2).
🎬 Il film
Com’è andata in un periodo? Racconta tutto quello che è successo dal 1° gennaio al 31 dicembre. Si chiama conto economico (lezione 3).
Fotografia e film: se ti ricordi solo questa immagine di tutta la lezione, va benissimo. È la spina dorsale di ogni bilancio del mondo, dal negozio sotto casa ad Apple.
Il centro estetico di Sofia
Sofia apre un centro estetico. Mette 20.000 € di tasca sua e ne chiede 30.000 in prestito alla banca. Con quei 50.000 compra lettini, apparecchiature e i primi prodotti. Nel primo anno incassa 90.000 € e ne spende 70.000 tra prodotti, affitto e bollette.
| La fotografia (al 31/12) | € |
|---|---|
| Quello che il centro possiede | 70.000 |
| Quello che il centro deve alla banca | −30.000 |
| Quello che è davvero di Sofia | 40.000 |
| Il film (dal 1/1 al 31/12) | € |
|---|---|
| Incassi dell’anno | 90.000 |
| Spese dell’anno | −70.000 |
| Guadagno dell’anno | 20.000 |
Nota una cosa: Sofia era partita con 20.000 € suoi, e a fine anno la sua parte vale 40.000. Il guadagno del film (20.000) è finito dentro la fotografia. I due strumenti si parlano — come, lo scopriremo nella lezione sulla partita doppia. Per ora basta sapere che si parlano.
Una nota di onestà prima di proseguire: in questo esempio stiamo semplificando di proposito — ad esempio, lettini e apparecchiature si consumano col tempo, e per ora facciamo finta di no. Le semplificazioni le sistemeremo tutte, una a una, entro la lezione 7. Promesso.
«Ok, ma io non devo fare il contabile»
Appunto. Questo corso non serve a farti diventare contabile: serve a farti leggere quello che i contabili scrivono. Il commerciale che vuole capire se un cliente lo pagherà, chi lavora in HR e vuole sapere se l’azienda per cui firma è solida, chiunque legga sul giornale «utile in crescita ma debiti record» senza capire come sia possibile: la risposta è sempre lì, tra la fotografia e il film.
In sintesi
- La contabilità risponde a due domande diverse: quanto possiedo e quanto ho guadagnato.
- Le due risposte possono andare in direzioni opposte: puoi essere ricco e in perdita.
- Fotografia = stato patrimoniale, scattata in un istante. Film = conto economico, girato in un periodo.
- I due strumenti si parlano: il guadagno del film finisce dentro la fotografia.
Mettiti alla prova
Quattro domande pescate a caso dalle dieci di questa lezione. Quattro giuste: medaglia d’oro. Zero: medaglia di legno (esiste, e fa riflettere).